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LA VITA DI GESU' E L'INCARNAZIONE DEL CRISTO SECONDO L'INDAGINE AKASHICA

by Gabriele Bertani (24/12/2004 - 15:14)

In un giorno come questo, alla vigilia del momento in cui mezzo mondo festeggia simbolicamente la nascita di Gesù Cristo, abbiamo pensato di esporre alcune delle tantissime cose che sulla figura, la missione e la vita di questo Essere supremo ci sono pervenute dalle fonti scientifico-spirituali antroposofiche. Si tratta di indagini effettuate a suo tempo da Rudolf Steiner tramite la lettura dell'Akasha, cioè di quella sorta di matrice universale dove vengono impressi tutti i fatti accaduti dalla creazione dell'Universo e quelli futuri in formazione, che possono essere letti da chi è in possesso di facoltà chiaroveggenti.

Secondo le fonti esoteriche, l'entità cristica corrisponde al Logos Solare, cioè l'entità che, nell'ambito del sistema solare, si trova al grado più elevato di evoluzione, al di sopra non solo di tutta l'umanità ma anche di tutte le Gerarchie angeliche che operano nel sistema stesso. Fu dunque questa elevatissima entità ad incarnarsi in Palestina 2000 anni fa nel corpo di Gesù di Nazareth. Lo scopo di questa missione era quello di risollevare l'umanità dallo stato di decadenza in cui si trovava in seguito alla discesa sempre più profonda dai mondi spirituali verso quelli materiali, introducendo in un certo senso la sua forza spirituale nel campo eterico terrestre, cosa che evidentemente poteva essere effettuata soltanto attraverso la sua incarnazione in un corpo fisico. Grazie alla missione del Cristo, l'umanità ha quindi potuto iniziare una lenta e graduale fase di risalita verso i mondi dello Spirito dopo la profonda immersione nel piano fisico, che ha portato con sè l'acquisizione dell'impulso alla libertà, lo sviluppo dell'intelletto ma che dovrà soprattutto concludersi con lo sviluppo dell'amore universale, sia pure al prezzo delle sofferenze e delle difficoltà che ognuno di noi sta sperimentando. In assenza della missione terrena del Cristo, afferma Steiner, l'umanità da sola non avrebbe avuto la forza sufficiente per risollevarsi dalla "caduta", e il suo declino sarebbe stato inarrestabile.

E' chiaro, prosegue il filosofo austriaco, che per permettere ad un'entità così elevata di incarnarsi in un corpo fisico ci volle una preparazione del tutto speciale. Un essere siffatto non può, per sua natura, seguire un processo di incarnazione dello stesso tipo di quello di noi uomini comuni. La lettura dell'Akasha ha infatti rivelato che l'entità cristica in realtà visse in un corpo umano soltanto per tre anni, e che negli anni precedenti due differenti corpi fisici furono necessari per preparare la sua incarnazione. Quindi, secondo le indagini steineriane, ci furono non uno ma due bambini Gesù, e questo spiegherebbe le incongruenze tra i diversi Vangeli circa l'infanzia di Gesù e la sua linea di discendenza. Le due vite e le due discendenze infatti si riferirebbero a due persone diverse.

Ora vediamo meglio come viene descritto il processo di incarnazione del Cristo attraverso la preparazione di due differenti corpi. I due bambini Gesù nacquero all'incirca nello stesso periodo. In quello di cui parla il Vangelo di Matteo (discendenza Salomonica), fino all'età di 12 anni visse l'Io, l'individualità di un elevatissimo iniziato, lo Zarathustra dell'antica Persia (non quello storico, ma uno più antico ancora). Nel secondo bambino Gesù, quello del Vangelo di Luca (discendenza Nathanica), non era invece incarnato un Io, ma un'anima pura incontaminata, che la saggezza universale aveva preservato dalla contaminazione terrena proprio in previsione della missione cristica. Quest'anima pura era supportata dal corpo astrale dell'entità che visse la sua ultima incarnazione fisica come Gautama Buddha.

Quindi abbiamo un bambino nel quale, per 12 anni di vita, vive tutta la saggezza e la conoscenza propria di un elevatissimo iniziato come Zarathustra, e un altro bambino nel quale non si manifestano particolari conoscenze terrene, ma un'amore e una comprensione proprie di un'anima incontaminata, supportata dalla sensibilità e dall'equilibrio animico dovuti al corpo astrale di un uomo che aveva raggiunto la sua massima elevazione come Gautama Buddha. Ora accade che quando il bambino Gesù salomonico compie 12 anni, l'Io di Zarathustra abbandona questo corpo e penetra nell'altro. E' infatti quando il bambino nathanico ha 12 anni di età che avviene il famoso episodio di Gesù che, dopo essere stato smarrito dai genitori, lo ritroviamo ad insegnare ai dotti religiosi del suo popolo con grande sorpresa generale, dato che fino a quel momento non aveva manifestato alcuna dote di erudizione o di avere particolari conoscenze, ma solo una straordinaria sensibilità. A questo punto abbiamo dunque il Gesù nathanico dove coesistono la sapienza dell'Io di Zarathustra, la sensibilità e la compassione del Buddha e la purezza di un'anima incontaminata. Quanto all'altro bambino Gesù, quello salomonico, dopo che l'Io di Zarathustra era trasmigrato, va incontro ad un graduale decadimento sotto forma di malattia a infine alla morte.

A questo punto nella narrazione dei Vangeli c'è una sorta di vuoto, dell'adolescenza e della giovinezza di Gesù non viene detto quasi nulla. Secondo l'indagine akashica, in quegli anni il Gesù nathanico (l'unico rimasto) intraprende una lunga serie di viaggi in vari Paesi dell'Asia, poi trascorre alcuni anni nella comunità ascetica degli Esseni. Ma fu solo quando il Gesù nathanico compì 30 anni che l'Io di Zarathustra lasciò quel corpo e tornò ai mondi spirituali, per lasciare posto all'entità del Cristo. Fu dunque in occasione del battesimo nel Giordano che il Cristo penetrò nel corpo di Gesù. Tutta quella preparazione era stata necessaria per permettere ad un'entità così elevata, un'entità sovrumana, di inserirsi in un corpo fisico. Dei tre anni che vanno dal battesimo nel Giordano, alla crocifissione fino alla resurrezione abbiamo saputo molto dai Vangeli, ma molte altre cose si possono trovare nei testi e nelle conferenze steineriane. Per adesso ci fermiamo qui, non senza aver invitato tutti voi ad approfondire, se lo vorrete, questo affascinante tema tramite la lettura in particolare dei cicli di conferenze Il quinto Vangelo e Da Gesù al Cristo di Rudolf Steiner, dai quali abbiamo estratto le informazioni contenute in questo intervento.

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